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Riccardo Zingone 30/07/2026 1
I dati ISTAT relativi al periodo 2020-2025 confermano una forte crescita dell’offerta ricettiva turistica di Halaesa Nebrodi. Ma occorre fare di più.
Il territorio di Halaesa Nebrodi è cresciuto. Adesso deve diventare una Destinazione.
Ci sono numeri che descrivono una realtà. E poi ci sono numeri che invitano a cambiare prospettiva. Quelli relativi alla crescita della ricettività del comprensorio del GMT Halaesa Nebrodi appartengono a questa seconda categoria. Nel giro di appena cinque anni siamo passati da 34 a 207 strutture ricettive e da 638 a 1.575 posti letto. Stiamo descrivendo una crescita legata sostanzialmente all'extralberghiero e non sono semplici statistiche: sono la testimonianza di centinaia di persone che hanno deciso di investire qui, ristrutturando immobili, aprendo B&B, case vacanza e affittacamere. Hanno investito perché hanno creduto nelle potenzialità del territorio. Ed è forse proprio questa la notizia più importante.
Dietro i numeri c'è la fiducia
Sarebbe stato utile incrociare questi dati con arrivi e presenze Comune per Comune lungo tutto il quinquennio. Purtroppo non disponiamo ancora di una serie storica completa. Eppure è difficile immaginare che oltre 170 nuove strutture siano nate senza una domanda crescente. Chi investe non lo fa per caso. Evidentemente il nostro territorio ha iniziato ad attrarre un numero sempre maggiore di viaggiatori.
Nel confronto nato dopo la pubblicazione dei dati su Facebook , il sindaco di Tusa Angelo Tudisca ha ricordato come questa crescita sia stata favorita anche dal lavoro delle amministrazioni: valorizzazione del patrimonio culturale e archeologico, qualità dei servizi, programmazione, turismo accessibile, rigenerazione urbana e attenzione alla destagionalizzazione. È una riflessione che condivido. L'iniziativa privata trova terreno fertile quando incontra amministrazioni capaci di creare condizioni favorevoli allo sviluppo.
La seconda fase inizia adesso
Il punto, però, oggi è un altro. Il vero interrogativo non è come siamo arrivati fin qui, ma come fare in modo che questa crescita non resti un episodio irripetibile. Finora lo sviluppo è stato in larga parte spontaneo, pur sostenuto dalle azioni dei singoli Comuni. Da adesso in avanti la sfida cambia: non basta più aumentare i posti letto, bisogna riuscire a tenerli occupati durante tutto l'anno.
Quando nasce una destinazione
È qui che si comprende la differenza tra una meta e una destinazione turistica. Il turista può scegliere di visitare un borgo specifico. Ma quando è un intero territorio ad affascinarlo attraverso la propria storia, il paesaggio, le tradizioni, il patrimonio culturale e le esperienze che è capace di offrire, allora il singolo paese non rappresenta più il fine del viaggio: diventa una tappa di un racconto più ampio. È in quel momento che nasce una destinazione.
Per questo serve una regia condivisa: una narrazione comune, un calendario coordinato, itinerari intercomunali, prodotti turistici prenotabili, formazione, raccolta dei dati e strumenti comuni di promozione e commercializzazione. Lo sviluppo, infatti, non va soltanto favorito: va governato.
Le differenze possono diventare una forza
La diversa crescita registrata tra i Comuni non va letta come uno squilibrio, ma come un'opportunità. Tusa, Santo Stefano di Camastra, Reitano, Mistretta, Motta d'Affermo, Pettineo e Castel di Lucio possiedono identità differenti e complementari. Le destinazioni più competitive non uniformano i territori: li mettono in relazione. Mare, archeologia, ceramica, borghi, boschi, gastronomia e tradizioni, se collegati tra loro, diventano un unico prodotto turistico.
La vera sfida è adesso
I dati del quinquennio 2020-2025 dimostrano che il territorio possiede un potenziale reale. Adesso occorre compiere un salto di qualità: trasformare una crescita spontanea in uno sviluppo organizzato, misurabile e condiviso.
Se siamo riusciti a ottenere questi risultati lavorando prevalentemente come singoli Comuni, viene naturale chiedersi quali traguardi potremmo raggiungere iniziando finalmente a ragionare come un'unica destinazione. È una domanda che riguarda amministratori, operatori economici e comunità locali. Ma, soprattutto, è una domanda alla quale non possiamo più permetterci di non dare una risposta.
Uno sguardo dalla Sardegna
Giovanni Antonio Sanna, mio collega Coordinatore Turistico Territoriale di Territori e Italianità, impegnato nella costruzione di reti territoriali in Sardegna, attraverso il GMT Sardinia HUB, legge questi dati con una chiave di interpretazione che va oltre i numeri:
«La crescita quantitativa dell'offerta non garantisce automaticamente la crescita del valore generato per le comunità. Senza una visione condivisa si rischia di restare semplici fornitori di servizi. Un territorio competitivo nasce quando amministrazioni, operatori e comunità imparano a lavorare come un unico sistema, trasformando tante iniziative individuali in un'unica esperienza territoriale.»
Una riflessione che trova piena applicazione anche nel comprensorio Halaesa Nebrodi, dove la prossima sfida non sembra essere tanto quella di aumentare ulteriormente il numero delle strutture ricettive, quanto quella di costruire una vera destinazione turistica capace di generare valore, occupazione e presenze durante tutto l'anno.
Riccardo Zingone 14/06/2026 0
Agri Med Europe: the Nebrodi embrace the Mediterranean
The Spirit of Agri Med Europe 2026 and the Value of Hospitality
A magnificent celebration of the people, welcoming its guests in the best possible way. Ultimately, this is what Agri Med Europe 2026 was all about: a massive, choral embrace through which an entire territory chose to showcase itself to the world by sharing the very best it has to offer. Welcoming the international delegation brought with it several values and meanings that go far beyond a standard moment of institutional courtesy. Indeed, it reinforced the principle that the Mediterranean must be interpreted as a place of encounter rather than conflict; that territorial boundaries must be overcome through cohesion among peoples; and that the word guest—a term that in antiquity simultaneously encompassed the concepts of "the host" and "the hosted"—proved that the principle of hospitality was an undeniable aspect of human dignity. These are tough concepts to swallow in times when there is endless talk of barriers, border defenses, and "racial" or ethnic distinctions. Thanks to the political activity of the D-MED Political Committee in strengthening dialogue among Mediterranean countries, and to the hospitality offered by a small corner of the magnificent Nebrodi mountain range, an exceptional example of welcome, intercultural dialogue, and mutual friendship was put on display.
The Conference: "What is Needed from Europe to Support Agricultural Producers"
Agri Med Europe was therefore conceived and realized to grant visibility to the Nebrodi region through its cultural and traditional values. The agri-food and ceramic sectors channel themselves perfectly into this path, serving as a genuine expression of local identity. The exhibitors' stands (nineteen dedicated to Nebrodi agri-food products and six to ceramics from Santo Stefano), carefully positioned along the charming side streets lining the long Via Vittorio Veneto in Santo Stefano di Camastra, revealed themselves to visitors only as they passed by, making it impossible to spot them from a distance. This image, which the organizers perhaps unintentionally offered to the public, serves as a metaphor for the hard, silent, and sometimes invisible work behind companies that struggle daily to keep their businesses running amidst restrictions, bureaucracy, and often incomprehensible regulations.

Institutional Dialogue with MEP Antoci and Territorial Marketing
These were the key themes that emerged from the dialogue between producers and Europe during the meeting held between the exhibitors present at Agri Med Europe and MEP Antoci, at the foot of the Mother Church of the city of ceramics. The numerous speeches that followed reinforced the need for mutual collaboration between operators and institutions, based on and supported by a careful territorial marketing plan, as the only way to provide concrete answers to the various sectors that form the social and economic backbone of the territory. These insights and requests were promptly welcomed by the MEP who, as a supporter and practitioner of the "politics of doing," made himself available to listen closely to the producers. Together, they are working on a comprehensive territorial organization project that takes into account the needs, critical issues, and enormous potential that sometimes struggle to express themselves due to a lack of up-to-date marketing strategies.
Equally interesting and meaningful was the participation of the I.I.S. "A. Manzoni" of Mistretta, represented by the Hospitality School based in Santo Stefano di Camastra. The synergy sparked between this institution and the Slow Food Nebrodi operators—which materialized in the presentation of several iconic local dishes—further reinforced the concept that agri-food traditions must not only be preserved but, above all, passed down from generation to generation, recognizing food as a powerful expression of identity.

The Official Inauguration and Folk Traditions in Celebration
The strong emotional charge following the ribbon-cutting ceremony—performed by the President of the Parliamentary Assembly of the Union, the Egyptian Mohamed M. Abou El Enein, and the President of the D-MED Political Committee, MEP Giuseppe Antoci—was palpable throughout the entire event. It accompanied the delegation and the audience until the manifestation closed late in the evening. This emotion quickly turned into amazement at the very first musical notes, which accompanied the striking dances of the Giants of Mistretta through the streets of Santo Stefano. These iconic symbols of the Nebrodi city's identity were followed by festive performances from the Amastra folk group, the Santa Cecilia Musical Association of Santo Stefano di Camastra, the cheerleaders of the I.C. Tusa-Mistretta, and the large, colorful group of the Jews of San Fratello (Giudei di San Fratello). This wonder was immediately evident from the vast number of smartphones held high in the air, eager to capture unique images to show back home or to share instantly via social media livestreams, thus providing an exceptional and deeply meaningful promotional opportunity for the territory.

The Final Message: The Strategic Centrality of the Nebrodi and Sicily
Drawing from these sensations, impressions, and the resulting economic development prospects for the region, Agri Med Europe delivers a powerful message: the Nebrodi area, bolstered by its biodiversity and authenticity, can and must play a strategic role in the economic and social development of the territory, thanks to the recognized and reinforced central role of Sicily within Mediterranean economic and trade routes.
Exhibitors in Attendance:
Terre audaci, Gelateria artigianale Giovanni Alferi, Acquafico Garden, Dei Casabona, Il vecchio carro, Il Melograno, Il Cavaliere, La dispensa del massaro, Caseificio Albereto, Dolci tentazioni, Condotta Slow Food Nebrodi, A.Fioriglio, 24 Baroni, Li paternosci, Casaleni Natural Bio, Villa Colonna, Ceramiche Serravale, Nadal, Le Malagioie, Le terrecotte del soleil, Nino Ferrigno, Zolea Art & Design.
Riccardo Zingone 14/06/2026 0
Agri Med Europe, i Nebrodi accolgono il Mediterraneo
Lo spirito di Agri Med Europe 2026 e il valore dell'accoglienza
Una magnifica festa di popolo che accoglie, nel miglior modo possibile, il proprio Ospite. Questo in fondo è stato Agri Med Europe 2026: un enorme abbraccio corale nel quale un intero territorio ha voluto mostrarsi al mondo raccontando il meglio di sé. L'accoglienza della delegazione internazionale ha portato con sé diversi valori e significati che sconfinano dallo scontato momento di garbo istituzionale. Infatti, si è rafforzato il principio che il Mediterraneo deve essere interpretato come luogo di incontro e non di scontro, che i limiti territoriali devono essere superati dalla coesione tra i popoli e che la parola ospite, termine che nell'antichità raccoglieva contemporaneamente i concetti di "chi accoglie" e quello di "chi viene accolto", sanciva che il principio dell'accoglienza era un aspect inderogabile della dignità umana. Concetti duri da digerire in tempi nei quali si parla incessantemente di barriere, difese dei confini, distinzioni "razziali" ed etniche. Grazie all'attività politica della Commissione politica D-MED nell'ambito del rafforzamento del dialogo tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e all'ospitalità offerta da un piccolo lembo del magnifico comprensorio dei monti Nebrodi, si è offerto un eccezionale esempio di accoglienza, di confronto tra popoli e di amicizia reciproca.
Il Convegno: "Cosa serve dall'Europa per sostenere i produttori agricoli"
Agri Med Europe è stato dunque pensato e realizzato per dare visibilità ai Nebrodi attraverso i propri valori culturali e tradizionali e, in questo solco, si incanala perfettamente anche il comparto agroalimentare e ceramicolo in quanto espressione genuina dell'identità territoriale. Gli stand degli espositori (diciannove legati all'agroalimentare nebroideo e sei alle ceramiche stefanesi), accuratamente posizionati lungo le suggestive traverse che costeggiano la lunga via Vittorio Veneto di Santo Stefano di Camastra, si palesavano ai visitatori solo al loro passaggio e non era possibile dunque notarli a distanza. Anche questa immagine che, forse inconsapevolmente, gli organizzatori hanno offerto al pubblico è in qualche modo metafora del duro lavoro, silenzioso e talvolta poco visibile, che sta alle spalle di aziende che con fatica giornaliera mandano avanti la propria attività tra restrizioni, burocrazia e normative spesso poco comprensibili.
Il confronto istituzionale con l'on. Antoci e il marketing territoriale
Questi i temi emersi dal confronto tra produttori ed Europa nel corso dell'incontro avvenuto tra gli espositori presenti ad Agri Med Europe e l'on. Antoci ai piedi della Chiesa Matrice della città delle ceramiche. I numerosi interventi che si sono susseguiti hanno rafforzato l'esigenza che solo attraverso la collaborazione reciproca tra operatori e istituzioni, basata e supportata da un accurato piano di marketing territoriale, è possibile dare risposte concrete ai vari comparti che rappresentano l'ossatura sociale ed economica del territorio. Stimoli e sollecitazioni prontamente accolti dall'europarlamentare che, sostenitore e attuatore della "politica del fare", si è reso disponibile ad ascoltare con attenzione i produttori lavorando insieme ad un progetto di organizzazione complessiva del territorio che tenga conto delle esigenze, delle criticità ma anche delle enormi potenzialità che, talvolta, faticano ad esprimersi perché bisognose di supporti legati a piani di marketing al passo con i tempi.
Altrettanto interessante e densa di significati è stata la presenza dell'I.I.S. "A. Manzoni" di Mistretta attraverso la presenza dell'Istituto Alberghiero con sede a Santo Stefano di Camastra. La sinergia scaturita tra questa Istituzione e gli Operatori di Slow Food Nebrodi, materializzatasi con la presentazione di alcuni piatti rappresentativi del territorio, ha ulteriormente rafforzato il concetto che le tradizioni agroalimentari non vanno solamente custodite ma soprattutto tramandate da generazione in generazione, riconoscendo al cibo una forte valenza espressiva e identitaria.

L'inaugurazione ufficiale e le tradizioni popolari in festa
La forte carica emozionale che è seguita al taglio del nastro inaugurale per mano del presidente dell'Assemblea parlamentare dell'Unione, l'egiziano Mohamed M. Abou El Enein, e del Presidente della Commissione politica D-MED on. Giuseppe Antoci, è stata palpabile per tutta la durata dell'evento ed ha accompagnato la delegazione e il pubblico presente per tutta la durata della manifestazione, chiusasi in tarda serata. Un'emozione che si è trasformata rapidamente in stupore già dalle prime note musicali che hanno accompagnato lungo la città stefanese i suggestivi balli dei Giganti di Mistretta, iconici simboli identitari della città nebroidea a cui sono seguite le festose esibizioni del Gruppo folk Amastra, dell'Associazione musicale Santa Cecilia di Santo Stefano di Camastra, delle Cheerleaders dell'I.C. Tusa-Mistretta e del folto e colorato gruppo dei Giudei di San Fratello. Stupore, dicevamo, immediatamente evidenziato dal gran numero di telefonini protesi verso l'alto nel desiderio di raccogliere immagini uniche da mostrare al ritorno ai propri Paesi d'origine o da condividere immediatamente con dirette social offrendo, così, un'opportunità promozionale per il territorio eccezionale e ricca di significato.
Il messaggio finale: la centralità strategica dei Nebrodi e della Sicilia
Da queste sensazioni e suggestioni e dalle prospettive di sviluppo economico del territorio che ne scaturiscono, Agri Med Europe lancia dunque un forte messaggio: l'area nebroidea, forte della sua biodiversità e autenticità, può e deve svolgere un ruolo strategico nello sviluppo economico e sociale del territorio grazie alla riconosciuta e rafforzata centralità della Sicilia nell'ambito delle rotte commerciali ed economiche del Mediterraneo.
Quesi gli espositori presenti: Terre audaci, Gelateria artigianale Giovanni Alferi, Acquafico Garden, Dei Casabona, Il vecchio carro, Il Melograno, Il Cavaliere, La dispensa del massaro, Caseificio Albereto, Dolci tentazioni, Condotta Slow Food Nebrodi, A.Fioriglio, 24 Baroni, Li paternosci, Casaleni Natural Bio, Villa Colonna, Ceramiche Serravale, Nadal, Le Malagioie, Le terrecotte del sole, Nino Ferrigno, Zolea Art & Design.
Riccardo Zingone 16/01/2026 0
People of Halaesa Nebrodi: Chiara Dimaggio and her Domus Immobiliare Real estate Sicilia
People of Halaesa Nebrodi: Chiara Dimaggio and her Domus Immobiliare
Face to face with Chiara Dimaggio, a young and brilliant real estate agent operating in the territory of Halaesa Nebrodi.
Through her agency, Domus Immobiliare, she is fulfilling her lifelong dream: making the people she meets happy by sharing her contagious smile with them. One of her slogans says: "Life takes you to unexpected places, Love brings you Home," and Chiara, interpreting this mission with exceptional enthusiasm, has found homes for many people — both Italian and foreign — to whom, above all else, she introduced the territory, its soul, and the people who live there, adding extraordinary value to her delicate and vital work.
Chiara, what is a real estate agent doing in a local tourism marketing group?
At first glance, the role of a real estate agent within a tourism-oriented territorial marketing group might seem distant. In reality, it is not at all. The presence of a real estate agent in a territorial marketing group is not a mere formality: it is an added value. I am firmly convinced that when a town grows, all the businesses connected to it grow as well.
The core objective of GMT™ Halaesa Nebrodi is the promotion of the Halaesa Valley territory, and on this front, the group is doing an excellent job. Such extensive promotion can only bring benefits to a business like mine, which for years has invested time, energy, and passion into enhancing the value of the territory.
Yours is a young journey, yet rich with experience in the real estate sector.
My business is young, just as I am. I opened my real estate agency at only 22 years old. I remember with pleasure what pushed me to embark on this adventure. I was preparing my last three subjects for my bachelor's degree when, in a moment of high stress, I decided to change direction. It was thanks to a reflection shared by my father that I chose to attend the real estate agent course.
From there, a world opened up: my world. I became licensed for the profession, earned a bachelor's degree in Political Science and International Relations, and subsequently a master's degree in Public Administration. Today, those degrees are hanging on the wall, because the passion for my work took over and grows day by day. If I am who I am today, I owe it to the professionalism and dedication with which I perform this job. For almost 11 years, I have been making people's dreams come true, and I hope to continue doing so for many years to come.
What role do you play in GMT Halaesa Nebrodi: can you give an assessment and what are the future prospects?
I immediately embraced the GMT™ Halaesa Nebrodi project and the ideas of its creator, Andrea Succi. From the very first meeting, I was struck by his spirit, his determination, and his desire to provide a concrete contribution.
The GMT™ operates in a territory that unfortunately has experienced significant depopulation and economic regression in recent years. However, the group is made up of young entrepreneurs and professionals who deeply believe in the potential of the place where they live. In these two years, through the launch of the website, participation in the recent BTE in Palermo, constant social media promotion, and the creation of travel packages, the GMT™ has helped to make the territory known and achieve its main goal: to grow and improve the entire Nebro-Alesino district.
Will we succeed? Yes, I am certain of it. Can we do more? Absolutely. We can and must always improve, but we have all the skills to do it.

Social media and real estate: putting your face out there pays off.
The growth of my business has been strongly influenced by a constant and effective presence on social media. I say it and I will always repeat it: today, social media is decisive for the growth and image of a business. Once, newspapers were used; today everything passes through social networks, and I have fully embraced this change.
Through videos, I tell the story of the properties, but often also the stories of those who lived in them. I talk about the territory, with particular attention to Tusa, my grandparents' village, the place of my childhood and my heart. Thanks to this work — and I take credit for it — real estate transactions in the municipality of Tusa have increased exponentially, and today the village is known internationally. Putting your face out there is fundamental: people want to know who they are trusting. A logo creates distance; I, instead, build relationships based on trust, friendship, and respect.
What do you expect from the territory and what can be improved?
One of my greatest desires is to see the small villages flourish again. I imagine towns full of life, people, businesses, and lively venues. I wish that even those who live there daily would take an extra step to promote, beautify, and enhance them. I hope that local administrations can intervene with small improvements that, over time, could make a big difference.
I am very confident and, above all, proactive. Who knows, maybe our group, by joining forces, will manage to take giant leaps and surprise the territory around us. I invite anyone who wants to contribute to the growth of the territory to join the Territorial Marketing Group: together we can do great things.
Riccardo Zingone 16/01/2026 0
Gente di Halaesa Nebrodi: Chiara Dimaggio e la sua Domus Immobiliare
A tu per tu con Chiara Dimaggio, giovane e brillante agente immobiliare che opera nel territorio di Halaesa Nebrodi.
Attraverso la sua Domus agenzia immobiliare sta realizzando il suo sogno nel cassetto: rendere felici le persone con cui viene a contatto trasferendo loro il suo sorriso contaggioso.
Uno dei suoi slogan recita: La Vita di porta in luoghi inaspettati, l'Amore ti porta a Casa e Chiara, interpretando con eccezionale entusiasmo questa mission, ha trovato la casa a tantissime persone-italiane e straniere-alle quali, prima di ogni cosa, ha fatto conoscere il territorio, la sua anima e le persone che lo abitano, aggiungendo uno straordinario valore aggiunto al suo delicato e nevralgico lavoro.
Chiara, cosa ci fa un agente immobiliare in un gruppo di marketing territoriale turistico?
A una prima lettura, il ruolo di un agente immobiliare all’interno di un gruppo di marketing territoriale a vocazione turistica potrebbe sembrare distante. In realtà, non lo è affatto.
La presenza di un agente immobiliare in un gruppo di marketing territoriale non è una semplice formalità: è un valore aggiunto. Sono fermamente convinta che quando cresce un paese, crescono tutte le attività ad esso connesse.
L’obiettivo cardine del GMT™ Halaesa Nebrodi è la promozione del territorio della Valle dell’Halaesa, e su questo fronte il gruppo sta svolgendo un lavoro eccellente.
Una promozione così ampia non può che portare benefici anche a un’attività come la mia, che da anni investe tempo, energie e passione nella valorizzazione del territorio.
Il tuo è un percorso giovane, ma ricco di esperienza nel settore immobiliare
La mia attività è giovane, così come lo sono io. Ho aperto la mia agenzia immobiliare a soli 22 anni.
Ricordo con piacere cosa mi ha spinto a intraprendere questa avventura. Stavo preparando le ultime tre materie per conseguire la laurea triennale quando, in un momento di forte stress, decisi di cambiare direzione. Fu grazie a una riflessione di mio padre che scelsi di frequentare il corso da agente immobiliare.
Da lì si è aperto un mondo: il mio mondo.
Mi sono abilitata alla professione, ho conseguito la laurea triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Pubbliche Amministrazioni.
Le lauree oggi sono appese al muro, perché la passione per il mio lavoro ha preso il sopravvento e cresce giorno dopo giorno.
Se oggi sono quella che sono, lo devo alla professionalità e alla dedizione con cui svolgo questo lavoro.
Da quasi 11 anni realizzo i sogni delle persone e spero di poter continuare a farlo per tantissimi anni ancora.
Che ruolo svolgi nel GMT Halaesa Nebrodi: puoi tracciare un bilancio e quali sono le prospettive future
Ho sposato fin da subito il progetto del GMT™ Halaesa Nebrodi e le idee del suo ideatore, Andrea Succi.
Sin dal primo incontro sono rimasta colpita dal suo spirito, dalla sua determinazione e dalla voglia di dare un contributo concreto.
Il GMT™ opera in un territorio che purtroppo negli ultimi anni ha vissuto un forte spopolamento e una regressione economica e sociale. Tuttavia, il gruppo è formato da giovani imprenditori e professionisti che credono profondamente nelle potenzialità del luogo in cui vivono.
In questi due anni, attraverso il lancio del sito web, la partecipazione alla recente BTE di Palermo, la costante promozione sui social e la creazione dei primi pacchetti viaggio, il GMT™ ha contribuito a far conoscere il territorio e il suo obiettivo principale: far crescere e migliorare tutto il comprensorio nebro-alesino.
Ci riusciremo?
Sì, ne sono certa.
Possiamo fare di più?
Assolutamente sì. Si può e si deve sempre migliorare, ma abbiamo tutte le capacità per farlo.

Social media e immobiliare: metterci la faccia paga
La crescita della mia attività è stata fortemente influenzata da una presenza costante ed efficace sui social media.
Lo dico e lo ripeterò sempre: oggi i social sono determinanti per la crescita e l’immagine di un’attività.
Un tempo si utilizzavano i giornali; oggi tutto passa dai social network, e io ho sposato pienamente questo cambiamento.
Attraverso i video racconto gli immobili, ma spesso anche le storie di chi li ha vissuti. Racconto il territorio, con particolare attenzione a Tusa, il paese dei miei nonni, il luogo della mia infanzia e del mio cuore.
Grazie a questo lavoro – e me ne prendo il merito – nel comune di Tusa le compravendite sono aumentate in maniera esponenziale e oggi il paese è conosciuto anche a livello internazionale.
Metterci la faccia è fondamentale: le persone vogliono sapere a chi si affidano. Un logo crea distanza; io invece costruisco relazioni basate su fiducia, amicizia e rispetto.
Cosa ti aspetti dal territorio e cosa si può migliorare
Uno dei miei più grandi desideri è vedere rifiorire i piccoli borghi.
Immagino paesi pieni di vita, persone, attività commerciali e locali animati.
Vorrei che anche chi ci vive quotidianamente facesse un passo in più per promuoverli, abbellirli e valorizzarli.
Mi auguro che le amministrazioni locali possano intervenire con piccole migliorie che, nel tempo, potrebbero fare una grande differenza.
Sono molto fiduciosa e soprattutto propositiva.
Chissà, magari il nostro gruppo, unendo le forze, riuscirà a compiere passi da gigante e a sorprendere il territorio che ci circonda.
Invito chiunque voglia contribuire alla crescita del territorio ad avvicinarsi al Gruppo di Marketing Territoriale: insieme possiamo fare grandi cose.
Riccardo Zingone 02/12/2025 0
Gente di Halaesa Nebrodi: Luciano Catania tra razionalità e verve umoristica
Nel vasto panorama di personalità che popolano i nostri luoghi e che, passo dopo passo, si sono conquistate un meritatissimo spazio di notorietà, spicca indubbiamente la figura di Luciano Catania, classe 1964. Forte di una lunga esperienza come segretario comunale iniziata in Piemonte e proseguita in vari comuni siciliani, è arrivato a ricoprire, dal 2019, il ruolo di segretario generale presso il comune di Enna.
Giornalista pubblicista dal 2023, è autore di numerose pubblicazioni sulla fiscalità degli enti locali, ha partecipato a numerosi corsi e convegni in materia ed è direttore scientifico del quindicinale de Il Sole 24 Ore ll Bollettino della Regione Sicilia.
Tuttavia, c'è un altro lato di Luciano che negli ultimi anni sta emergendo con sempre maggiore forza: una componente della sua personalità che io conosco bene, avendo condiviso con lui un lungo percorso scolastico e di antica amicizia. Si tratta della sua vena di scrittore umoristico.
Questa profonda passione, unita a un'indiscutibile inclinazione alla scrittura, lo ha portato a pubblicare Ameno – Considerazioni semiserie ed altre amenità (2022), Gente di un altro ero – Racconti bizzarri di una umanità smarrita (2023) e Gente di un altro ero(t)ismo – Racconti bizzarri su eroi non epici e trasgressori inattesi (2025).
I racconti "Ero un moderato" e "Ero una pessima persona", entrambi contenuti in Gente di un altro ero, hanno vinto il primo premio rispettivamente al Concorso Dacia Maraini 2023 e al Concorso Premio Piemonte Letteratura 2023. Con il racconto "L'artista dilettante", tratto dalla sua ultima opera, è entrato nella rosa dei finalisti del Premio Letterario Nazionale San Bonifacio.
Luciano: segretario comunale, esperto di tributi e autore affermato di racconti umoristici. L’aggettivo che più sembra rappresentarti è “eclettico”, poiché ti muovi con naturalezza in ambiti che, a prima vista, appaiono molto diversi tra loro. Ma queste realtà sono davvero così distanti, oppure esiste un filo conduttore che, in profondità, le unisce?
In materia di fiscalità o di diritto degli enti locali c’è poco da sorridere. Sebbene la fiscalità e il diritto degli enti locali siano materie complesse e raramente fonte di leggerezza, ciò che le attraversa è sempre l’umanità delle persone con cui mi confronto ogni giorno. Sono loro, con le loro difficoltà, le loro reazioni e le piccole grandi battaglie con la burocrazia, a offrire inconsapevolmente spunti che si trasformano in racconti umoristici. In questo senso, il filo conduttore non è nelle materie, ma nello sguardo: la capacità di osservare la dimensione umana anche dentro i contesti più tecnici e di coglierne il lato ironico, senza mai perdere rispetto per le persone.
Con il tuo ultimo racconto, Gente di un altro ero(t)ismo, hai inaugurato il tour di presentazioni a Milazzo lo scorso 30 novembre.
Sulla scia del successo di Gente di un altro ero, anche in questa nuova raccolta approfondisci l’umanità e le fragilità dei personaggi. Quanto c’è di invenzione narrativa nei tuoi racconti e quanto, invece, deriva da esperienze reali o situazioni vissute in prima persona?
Del mercurio si dice che è il più solido dei liquidi ed il più liquido dei solidi, delle mie storie posso dire che sono i più autobiografici tra i racconti di fantasia e i più inventati tra i racconti reali. Non c’è un racconto che narri una storia vera, ma non ne esiste uno che non abbia uno spunto preso dalla realtà. Alcuni spunti vengono dalla cronaca (i fotografi erotici che ritraggono le mogli a loro insaputa e ne pubblicano le foto sexy, o la boxeur che deve combattere con una rivale mascolina), altri da un ambito più familiare o amicale, altri ancora dall’osservazione della realtà. Dentro i miei racconti c’è molto della mia Mistretta vissuta principalmente nella fine del secolo scorso, ma anche dei paesi e delle città in cui ho abitato o semplicemente lavorato (ormai sono diventati davvero molti, forse troppi). Ci sono gli oggetti della mia adolescenza (gli occhiali reclamizzati dall’Intrepido che avrebbero dovuto far vedere le donne nude), le persone che ho incontrato, c’è il mio amore per il tennis, ci sono le persone a cui voglio bene, c’è la mia vita. Nessuna storia, però, è vera.
Nel corso della tua lunga esperienza di segretario comunale hai lavorato in contesti amministrativi molto diversi, incluse le aree interne della Sicilia, dove lo spopolamento e il declino sociale e culturale rappresentano temi particolarmente critici. Quali impressioni hai maturato durante il tuo percorso professionale e quali iniziative hanno adottato i Sindaci con cui hai collaborato per contrastare queste dinamiche?
Nel mio percorso ho osservato come lo spopolamento nelle aree interne della Sicilia non sia solo un dato demografico, ma un fenomeno che incide profondamente sulla vitalità sociale e culturale delle comunità. Lo spopolamento demografico innesca un progressivo impoverimento culturale, perché riduce la domanda e la sostenibilità di servizi e presìdi sociali. La chiusura di scuole, luoghi di incontro, cinema e teatri priva le comunità di spazi di formazione e socializzazione. Così i territori perdono vivacità, opportunità e capacità di trasmettere il proprio patrimonio culturale alle nuove generazioni. I Sindaci con cui ho collaborato hanno puntato sulla valorizzazione del patrimonio identitario e sostegno alle piccole imprese. Importanti sono stati anche gli interventi per migliorare i servizi essenziali e favorire il rientro dei giovani. Queste iniziative, pur tra molte difficoltà costituite principalmente da bilanci asfittici che non permettono politiche di ampia veduta, hanno contribuito a riattivare fiducia e partecipazione nelle loro comunità.
Il progetto di marketing territoriale del GMT™️ Halaesa Nebrodi, nato due anni fa, mira allo sviluppo turistico attraverso un percorso di rigenerazione delle comunità locali. L’idea di fondo è che, prima ancora di parlare di turismo, sia necessario preparare adeguatamente operatori, amministratori e cittadini, grazie anche a figure professionali come il Manager temporaneo di destinazione e il Coordinatore turistico territoriale. Come giudichi questo approccio formativo, partecipativo e strutturato dal punto di vista professionale?
Ritengo l’approccio del GMT™️ Halaesa Nebrodi particolarmente solido e lungimirante, perché riconosce che lo sviluppo turistico sostenibile nasce prima di tutto da una comunità preparata e consapevole. La formazione di operatori, amministratori e cittadini, affiancata da figure professionali dedicate, consente di costruire una visione condivisa e di consolidare competenze spesso carenti nei piccoli territori. Questo percorso partecipativo e strutturato crea le basi per un modello di gestione della destinazione più efficace, coordinato e capace di generare valore duraturo.
L’offerta turistica non può essere improvvisata: richiede professionalità, pianificazione e competenze elevate per risultare credibile e sostenibile. In un settore segnato da forte competitività, solo operatori preparati sanno valorizzare davvero le risorse del territorio e differenziarle rispetto ai concorrenti. Per questo la formazione e il coinvolgimento di figure qualificate diventano elementi imprescindibili di ogni strategia di sviluppo turistico.
Il modello proposto alle sette comunità del territorio punta a valorizzare le identità locali – i singoli “campanili” – lavorando al contempo a un progetto condiviso che porti alla nascita di una nuova destinazione turistica denominata Halaesa Nebrodi. Qual è la tua valutazione su questa strategia, anche alla luce della tua lunga esperienza all’interno della Pro Loco di Mistretta?
La strategia che valorizza le identità dei singoli “campanili” all’interno di una visione unitaria come Halaesa Nebrodi mi sembra particolarmente efficace. Nella mia esperienza con la Pro Loco di Mistretta, che ormai è vecchia di decenni, ho visto come ogni comunità custodisca patrimoni culturali, tradizioni e risorse uniche, che però da sole faticano a imporsi sul mercato turistico. Lavorare insieme, senza rinunciare alle specificità locali, permette di costruire un’offerta più ricca, riconoscibile e competitiva, capace di attrarre visitatori e generare benefici diffusi. È un modello che richiede dialogo e coordinamento, ma che può davvero trasformare i campanili in punti di forza di una destinazione condivisa.
Ritorniano alla tuo ultimo lavoro: perché nel titolo del libro c'è una "t" che balla un po'? Sembra una consonante perplessa. Nel tuo libro parli di eroismo o di erotismo?
La “t” che balla nel titolo non è un errore, in realtà oscilla perché si trova esattamente a metà strada tra eroismo ed erotismo e non sa bene in quale storia infilarsi. Diciamo che è una “t” indecisa, ma con molta personalità: tenta di aggiungere un pizzico di pepe alla raccolta di racconti, ma senza diventare mai licenziosa o pruriginosa. L’erotismo raccontato nel libro è tenero, paradossale e persino comico.
Riccardo Zingone 18/10/2025 0
Study Seminar dedicated to the archaeologist Sebastiano Tusa
"History and Archaeology between Amastra and Halaesa - Study Day in memory of Sebastiano Tusa": this was the title of the interesting meeting held on October 18 in Mistretta at the Salone del Circolo Unione, moderated by the Telemistretta journalist, Dr. Giuseppe Cuva.
The long-standing association, together with the broadcaster Telemistretta and under the capable direction of Dr. Salvatore Antoci, seized the opportunity to bring together the municipalities of Mistretta and Tusa, on whose territories stand two archaeological sites of great importance and depth: Amastra and Halaesa.
The presentation was entrusted to Dr. Salvatore Antoci, who, in tracing the excursus that led to the event, wanted to emphasize how the entire district needs economic and social development actions, stressing the importance of the two archaeological sites as elements of tourism development. These concepts were also expressed by the President of the Circolo Unione, surveyor Mario Di Franco, who highlighted how these events, along with others such as the Maria Messina Prize and the Giuseppe Cocchiara Prize, are useful tools for transmitting memory and knowledge, as well as providing a significant reflection to trace a path for the future through the past.
The speech by Monsignor Michele Giordano, President of the Telemistretta Association, was heartfelt and pertinent; he invited everyone present, and also those connected live, to firmly support the regional broadcaster as it is an expression and voice of the Territory. Monsignor Giordano also reiterated how necessary it is to strengthen the union between municipalities and territories, working fruitfully outside of local rivalries (campanilismi).
The address by the Mayor of Mistretta, Dr. Sebastiano Sanzarello, focused on the importance of the archaeological field for the two cities of Mistretta and Tusa which, together with ancient Calacte (today's Caronia), represented an important commercial and cultural gateway between the hinterland and the Tyrrhenian coast in the past. It is plausible that the city's origins are Phoenician, as this people, despite coming from the sea, used to establish settlements in the nearby hinterland to protect their commercial interests. The importance of the intimate relationship between the hinterland, the coast, and maritime routes – continued Sanzarello – was perfectly grasped by Sebastiano Tusa, who dedicated much of his work to studying submerged artifacts, convinced that they were also witnesses to the history of the inland communities. Sanzarello, bringing the focus back to the archaeological site of Amastra, highlighted how his administration has paid great attention to the past and present excavations carried out in the area of the Arab-Norman Castle, even though he is aware that, given the three-millennium stratification of the inhabited center, most of the treasures are and will remain hidden underground, unlike Halaesa which arose in a site completely different from the current Tusa. Sanzarello also reiterated that, through intense collaboration with the Superintendency for Cultural and Environmental Heritage of Messina, further archaeological research will be initiated at the Castle site.
The action of the municipality of Tusa – continued Lawyer Angelo Tudisca, Mayor of the city – has been focused for several decades on deepening the history of Halaesa Arconidea, a Siculo-Greek city founded in 403 BC. In recent years, the site has been the subject of new excavations that have brought to light a thermal complex of considerable importance and, despite the skepticism of some, even the ancient theater. Tudisca also emphasized the importance of the relationship resulting from the agreements stipulated with various national and international universities and the fundamental role played by the late Prof. Tusa, who always accompanied and supported the administrative activity in this direction. "We invest heavily in young people," Tudisca continued, "and for several years, with a view to raising their awareness of archaeology, we have organized summer camps hosting dozens of young people, bringing them closer to the ancient world through the site of Halaesa."
The speech by Prof. Giovanni Travagliato, an art historian, focused on the enormous amount of work produced by Sebastiano Tusa over the years, making him a true pillar of modern archaeology. Sebastiano Tusa – continued Travagliato – was able to frame the Mediterranean Sea not only as a place of conflict but also of encounter, and therefore he leaves us a legacy of enormous value that we must be able to preserve and transmit to the new generations. "We are often led to remember heroes who died in war," said Travagliato, "but we must also give the right value to those who died in peace, starting with the illustrious Mistrettese people, from Tommaso Aversa to Maria Messina, Giuseppe Cocchiara and many other Amastratini who served and studied the territory in order to transmit ancient history, culture, and traditions to the new generations."
Prof. Aurelio Burgio, Professor of Archaeology at the University of Palermo and the architect of the latest findings at the Halaesa site, then highlighted the importance of the entire western Nebrodi area, recalling the importance over the centuries of other major settlements such as Calacte-Caronia, Apollonia-San Fratello, and Aluntium-San Marco d'Alunzio. "Intense and lively synergies already existed between different communities in ancient times," stressed Burgio, "and today archaeological finds can become an effective element to combat the depopulation of villages and restore vitality to communities by picking up the thread of history." Burgio continued, "We must remember that the Faro Convention aims to activate citizens to participate in archaeological discoveries," an invitation promptly accepted by Professor Maria Grazia Antinoro, present in the audience, Principal of the I.S.S. Alessandro Manzoni, ready to engage her students in the world of archaeology. "These meeting moments," concluded Burgio, "represent perspectives through which we can trace the future together."
The conclusion of the intense afternoon was entrusted to Dr. Valeria Li Vigni Tusa, Prof. Tusa's wife, archaeologist, current Superintendent of the Sea, and President of the Sebastiano Tusa Foundation. The brilliant initiative identified the late Prof. Sebastiano Tusa as an exceptional common thread, as her husband represented and continues to represent an authoritative figure in the international archaeological world. "We owe him," his wife reminded us, "the discovery of the Dancing Satyr of Mazara, the Imperial Heads of Pantelleria, the Kouros found in Lentini, and the Rostra of the Battle of the Aegates Islands."
"Sebastiano," Li Vigni Tusa told us, "was the promoter of the establishment of 27 submerged museums, authentic underwater cultural itineraries accessible with the system of remote sensing and augmented virtual reality, thus honoring the vision he had always fought for regarding underwater archaeological finds, understood as a heritage belonging to everyone and which we must all be the custodians of. Starting precisely with the fishermen," Li Vigni continued in her speech, "since they are very often the discoverers of these memories hidden at the bottom of the sea, people of exceptional importance with whom my husband managed to forge intense collaborative relationships. In the same way, he loved interacting with citizens, administrators, associations, and institutions, as they are all part of a great project of cultural regeneration of the history and memory of the peoples who lived, inhabited, and charted the Mediterranean."
"My husband," Li Vigni Tusa continued, "loved Mistretta deeply, to which he was bound by a sincere and intimate relationship transmitted to him by his father Vincenzo, born in Mistretta, who was also an archaeologist of great stature. Certain events such as the feast of San Sebastiano and the Madonna della Luce were unmissable moments for my husband: although not born in Mistretta, he always felt and cultivated a strong bond with the city that gave birth to his father and that he frequented as a child. Upon his death, we felt the need to give continuity to the enormous work carried out by Sebastiano over the years through the establishment of the Sebastiano Tusa Foundation because we want to commemorate the over 700 writings elaborated by my husband and continue in the indelible path he indicated over decades of incessant and exciting work. The Foundation's activity is very intense and develops through relationships with institutions and communities thanks to the organization of seminars, workshops, and reviews." Li Vigni Tusa concluded, "Sicily is a watercolor composed of strong colors and soft colors, and we are all its custodians."
Sebastiano Tusa tragically and prematurely died in a plane crash in Bishoftu, Ethiopia, on March 10, 2019, on a flight that would have taken him to Malindi to participate in a UNESCO conference in his capacity as Regional Councillor for Cultural Heritage of the Region of Sicily. The institution of the Superintendency of the Sea by the Region of Sicily in 2004 is attributed to him.
(Note: As an AI, I cannot directly "maintain the photos." You will need to insert the relevant images into the text yourself.)
Riccardo Zingone 19/10/2025 0
Giornata di Studio dedicata all'archeologo Sebastiano Tusa
"Storia e archeologia tra Amastra e Halaesa - Giornata di Studio in memoria di Sebastiano Tusa": questo il titolo dell'interessante incontro svoltosi il 18 ottobre a Mistretta presso il Salone del Circolo Unione moderato dal giornalista di Telemistretta dott. Giuseppe Cuva.
Lo storico sodalizio, insieme all'emittente Telemistretta e sotto la sapiente regia del dott. Salvatore Antoci, ha saputo cogliere l'opportunità di mettere a confronto i comuni di Mistretta e Tusa, sui cui territori sorgono due siti archeologici di grande importanza e spessore: Amastra e Halaesa.La presentazione è stata affidata al dott. Salvatore Antoci che, nel tracciare l'excursus che ha portato all'evento, ha voluto sottolineare come tutto il comprensorio necessiti di azioni di sviluppo economico e sociale, ponendo l'accento sull'importanza che rivestono i due siti archeologici quali elementi di sviluppo turistico.
Concetti espressi anche dal Presidente del Circolo Unione, geom. Mario Di Franco, sottolineando come questi eventi, insieme ad altri quali il Premio Maria Messina e il Premio Giuseppe Cocchiara, siano strumenti utili a trasmettere memoria e conoscenza, nonché una significativa riflessione per segnare, attraverso il passato, una traccia per il futuro.
Molto sentito e pertinente l'intervento di monsignor Michele Giordano, Presidente dell'Associazione Telemistretta, che ha invitato tutti i presenti, e anche chi era collegato in diretta, a sostenere con determinazione l'emittente a diffusione regionale in quanto espressione e voce del Territorio. Monsignor Giordano ha inoltre ribadito quanto sia necessario rafforzare l'unione tra i comuni e tra i territori lavorando proficuamente al di fuori dei campanilismi.
L'intervento del sindaco di Mistretta, dott. Sebastiano Sanzarello, si è concentrato sull'importanza che riveste l'ambito archeologico per le due città di Mistretta e di Tusa che, insieme all'antica Calacte (l'odierna Caronia), hanno rappresentato nel passato un importante punto di sbocco commerciale e culturale tra entroterra e costa tirrenica. È verosimile che le origini della città siano fenicie in quanto questo popolo, pur provenendo dal mare, era solito installare insediamenti nel vicino entroterra a protezione dei propri interessi commerciali.
L'importanza dell'intimo rapporto esistente tra entroterra, costa e rotte marittime - continua Sanzarello - fu perfettamente intuita da Sebastiano Tusa che indirizzò gran parte del suo lavoro a studiare i reperti sommersi, convinto che fossero testimoni anche della storia delle comunità dell'entroterra. Sanzarello, riportando l'attenzione sul sito archeologico di Amastra, ha evidenziato come la sua attività amministrativa abbia rivolto grande attenzione agli scavi passati e presenti effettuati nell'area del Castello arabo-normanno, pur nella consapevolezza che, data la stratificazione trimillenaria del centro abitato, la maggior parte dei tesori sono e resteranno nascosti nel sottosuolo, a differenza di Halaesa che è sorta in un sito completamente diverso dall'attuale Tusa. Sanzarello ha anche ribadito che, attraverso intensi rapporti con la Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Messina, saranno avviate ulteriori ricerche archeologiche nel sito del Castello.
L'azione del comune di Tusa - continua l'Avv. Angelo Tudisca, Sindaco della città - è da alcuni decenni concentrata sull'approfondimento della storia di Halaesa Arconidea, città siculo-greca fondata nel 403 a.C. Il sito, negli ultimi anni, è stato oggetto di nuovi scavi che hanno riportato alla luce un complesso termario di notevole importanza e, nonostante lo scetticismo di alcuni, anche l'antico teatro.
Tudisca ha anche sottolineato l'importanza del rapporto scaturito dalle convenzioni stipulate con diversi atenei nazionali e internazionali e il ruolo fondamentale svolto dal compianto prof. Tusa che ha sempre accompagnato e sostenuto in questa direzione l'attività amministrativa. Investiamo molto sui giovani - continua Tudisca - e da alcuni anni, nell'ottica di sensibilizzarli verso l'archeologia, organizziamo dei campi estivi ospitando decine di ragazzi, facendoli avvicinare al mondo antico attraverso il sito di Halaesa.
L'intervento del prof. Giovanni Travagliato, storico dell'arte, si è concentrato sull'enorme quantità di lavoro prodotto da Sebastiano Tusa nel corso degli anni, facendolo diventare un vero pilastro dell'archeologia moderna. Sebastiano Tusa - continua Travagliato - ha saputo inquadrare il mar Mediterraneo non solo come luogo di scontro ma anche di incontro, e perciò ci lascia un'eredità dall'enorme valore che dobbiamo essere in grado di custodire e trasmettere alle nuove generazioni. Spesso siamo portati a ricordare gli eroi morti in guerra - dice Travagliato - ma bisogna restituire il giusto valore anche ai morti in pace, a partire dai mistrettesi illustri, da Tommaso Aversa a Maria Messina, Giuseppe Cocchiara e tanti altri amastratini che hanno servito e studiato il territorio al fine di trasmettere storia, cultura e tradizioni antiche alle nuove generazioni.
Il prof. Aurelio Burgio, docente di Archeologia presso l'Università di Palermo a artefice degli ultimi ritrovamenti nel sito di Halaesa, ha quindi evidenziato l'importanza dell'intero territorio dei Nebrodi occidentali, ricordando l'importanza avuta nel corso dei secoli di altri importanti insediamenti quali quello di Calacte-Caronia, Apollonia-San Fratello e di Aluntium-San Marco d'Alunzio. Già nei tempi antichi erano presenti e vive intense sinergie tra comunità diverse - sottolinea Burgio - ed oggi i rinvenimenti archeologici possono diventare un efficace elemento per contrastare lo spopolamento dei borghi e restituire vitalità alle comunità riprendendo il filo della storia. Bisogna ricordare - continua Burgio - che la Convenzione di Faro si pone l'obiettivo di attivare i cittadini affinché partecipino alle scoperte archeologiche, invito prontamente raccolto dalla professoressa Maria Grazia Antinoro, presente tra il pubblico, Preside dell'I.S.S. Alessandro Manzoni pronta a sensibilizzare i propri studenti verso il mondo dell'archeologia.
Questi momenti d'incontro - conclude Burgio - rappresentano delle prospettive attraverso le quali possiamo tracciare insieme il futuro.
La conclusione dell'intenso pomeriggio è stata affidata alla dottoressa Valeria Li Vigni Tusa, moglie del prof. Tusa, archeologa, attuale Soprintendente del mare e Presidente della Fondazione Sebastiano Tusa.
La brillante iniziativa ha individuato nel compianto prof. Sebastiano Tusa un filo conduttore eccezionale in quanto il marito ha rappresentato e rappresenta una figura autorevole del mondo archeologico internazionale.
A lui si devono-ci ricorda la moglie- il rinvenimento del Satiro danzante di Mazara, delle Teste Imperiali di Pantelleria, del Kouros ritrovato di Lentini, dei Rostri della Battaglia delle Egadi.
Sebastiano - ci dice Li Vigni Tusa - è stato il promotore dell'l'istituzione di 27 musei sommersi, autentici itinerari culturali subacquei fruibili col sistema del telerilevamento e della realtà virtuale aumentata, onorando, in questa maniera, la visione per cui da sempre egli aveva lottato riguardo i rinvenimenti archeologici subacquei, intesi come patrimonio di tutti e di cui tutti noi dobbiamo esserne i custodi. Partendo proprio dai pescatori - continua Li Vigni nel suo intervento - poiché molto spesso sono loro gli scopritori di queste memorie nascoste nel fondo del mare, persone di eccezionale importanza con le quali mio marito riusciva a cucire intensi rapporti collaborativi. Allo stesso modo amava rapportarsi con cittadini, amministratori, associazioni e istituzioni, essendo tutti parte di un grande progetto di rigenerazione culturale della storia e della memoria dei popoli che hanno vissuto, abitato e tracciato il Mediterraneo.
Mio marito - prosegue Li Vigni Tusa - amava profondamente Mistretta, alla quale era legato da un rapporto sincero e intimo trasmessogli dal padre Vincenzo nato a Mistretta, anche lui archeologo di grande spessore.
Alcuni appuntamenti quali la festa di San Sebastiano e della Madonna della Luce erano momenti imperdibili per mio marito: pur non nato a Mistretta, ha sempre sentito e coltivato un forte legame con la città che ha dato i natali al padre e che frequentava da bambino.
Alla sua morte abbiamo sentito la necessità di dare continuità all'enorme lavoro svolto negli anni da Sebastiano attraverso l'istituzione della Fondazione Sebastiano Tusa perché vogliamo rendere memoria agli oltre 700 scritti elaborati da mio marito e continuare nella traccia indelebile da lui indicata nel corso di decenni di incessante ed entusiasmante lavoro.
L'attività della Fondazione è molto intensa si sviluppa attraverso rapporti con le istituzioni e le comunità grazie all''organizzazione di seminari, laboratori e rassegne.
La Sicilia-conclude Li Vigni Tusa-è un acquarello composto da colori forti e colori tenui e tutti noi ne siamo i custodi.
Sebastiano Tusa scomparve prematuramente e tragicamente in un incidente aereo a Bishoftu in Etiopia il 10 marzo 2019, un volo che lo avrebbe portato a Malindi per partecipare a una conferenza UNESCO nella veste di Assessore della Regione Sicilia ai beni Culturali. A lui si deve da parte della Regione Sicilia l'istituzione della Soprintendenza del mare nel 2004.
Riccardo Zingone 04/10/2025 0
The Hyblaean Mountains meet the Nebrodi Mountains in an interesting gastronomic journey
Halaesa Nebrodi: A Journey of Flavors Between the Hyblaean and Nebrodi Mountains
The main objective of the CTT™ Territorial Tourism Coordinator of Halaesa Nebrodi is the promotion of the territory as an expression of a specific identity. Its "genius loci" is characterized by the diversity offered by the individual municipalities, which benefit from a catalytic and multiplying effect when put in synergy. Along the path started a few years ago, I've met and crossed paths with countless people: operators, administrators, travelers. But the story I want to tell you today has some very interesting nuances that, in my opinion, deserve a closer look, directly involving three of our Operators.
The Taste of Excellence: The Meeting with Èstro Restaurant
Giuseppe Luparelli (chef) and Lorenzo Sorrentino (pastry chef) are the owners of Èstro Restaurant (link: [Èstro Restaurant] ) in Palazzolo Acreide (SR). Their cuisine, while firmly rooted in the valuable gastronomy of the Hyblaean Mountains, is pleasantly open to regional, national, and international influences. Seasonality is a fundamental element of their philosophy, while innovation and the reinterpretation of dishes in a contemporary key represent the added value the team offers its customers.
In this continuous journey of enrichment and constant improvement, Giuseppe and Lorenzo are looking for new ideas to embellish their dishes and, why not, invent new ones. Driven by this passion, they decided to contact Halaesa Nebrodi in search of flavors and gastronomic traditions from our territory.
The request was simple: to visit some local businesses within a few days in search of local products of excellence and, if possible, unique ones.
Organizing the Mini-Tour
We collaborated on how to organize and optimize the mini-tour, given the long distance between Halaesa Nebrodi and the Hyblaean region and the relatively little time available. We drew up a three-stage program: visits to two farms and lunch in Mistretta.
Stop 1: The Provola D.O.P. from Azienda Antonio Fioriglio
The first farm visited by Giuseppe and Lorenzo is located in the territory of Mistretta, leaving the SS 117 a few kilometers after cresting Serra Merio (1093 mt). This is the Azienda agricola zootecnica Antonio Fioriglio (link: [Azienda agricola zootecnica Antonio Fioriglio]), known everywhere for the famous Provola dei Nebrodi D.O.P. Here, immersed in 100 hectares of green and uncontaminated pastures of the Nebrodi Park (Zone B), the company stands strong with a long family history dating back to 1890, now in its fifth generation.
Welcoming Giuseppe and Lorenzo was Biagio, Antonio's son, who, along with his brother Paolo, dedicates himself with love and dedication to the family business. The tasting was "challenging": in addition to the inevitable Provola dei Nebrodi D.O.P., Biagio offered a rich platter consisting of other seasoned and unseasoned cow's milk cheeses, warm fresh ricotta that had just been produced, and, the icing on the cake, the prized baked ricotta (ricotta infornata), queen of several island dishes, including the famous Pasta alla Norma.
Stop 2: Authentic Flavors at Turismo Rurale SESIMA
As it was nearly lunchtime, our Giuseppe and Lorenzo left the Fioriglio farm amid the ringing bells of the cows and headed towards Turismo rurale SESIMA (link: [Turismo rurale SESIMA]).
The ancient farmhouse is located along the SS 117, right at the entrance to Mistretta when arriving from the hinterland. The view you can enjoy once you arrive is truly breathtaking: the gaze wanders across the pastures of the great valley up to the peaks of the Nebrodi Mountains, made green by ancient and lush forests.
Here, the two chefs met Simona Di Gregorio, the hostess and kitchen manager. Despite the generous earlier snack, there was still room for fresh bucatini with Nebrodi Black Pig and a sumptuous Nebrodi Florentine Steak (Fiorentina) to share. An excellent way to come into contact with the superb local meats.
Stop 3: Innovation and Tradition with Messinese Goat Salami
The journey of our chef friends continued towards Santo Stefano di Camastra (link: [Santo Stefano di Camastra]) intrigued by the news regarding the recent launch of a new product: the Messinese Goat Salami (Salame di Capra messinese), which we recently covered in this article.
The Azienda di Antonino Mallaci Bocchio (link: [Azienda di Antonino Mallaci Bocchio]) , located in the territory of Cerami, close to that of Mistretta, officially introduced an innovative product to the market that, in reality, has solid roots in the past and tradition of the Nebrodi. The sales point, La dispensa del Massaro (link: [La dispensa del Massaro]) , is located right in the City of Ceramics, and here Giuseppe and Lorenzo were welcomed by Antonino, who presented them, in addition to the Goat Salami and the Nebrodi Black Pig Salami, a series of dairy products derived from goat's milk.
Mission Accomplished
This is the story of an exceptional day dedicated to promoting the territory, but what matters most are the impressions collected by Giuseppe and Lorenzo:
"Today we took a journey to discover the authentic Sicily, one made of ancient flavors and traditions. The first farm, that of Antonio, Biagio, and Paolo, showed us products of great value but also people with big hearts. Leaving the SS 117 and following the navigator, we got lost, but thanks to Antonio's helpfulness, we managed to reach the farm (Editor's Note: unless you have a 4x4, it's advisable to arrive at the gates of Mistretta and head towards Contrada Fontana Murata). The welcome was excellent, as were all the products we tasted, especially the baked ricotta which we found special and different from what we use in our area. Its delicate taste pleasantly struck us.
Likewise, lunch at SESIMA met our expectations and stimulated new gastronomic ideas, just as learning about the goat products from Antonino's farm in Santo Stefano di Camastra convinced us to experiment and propose something new to our guests.
Our menu, already rich in excellent products, will be enhanced by a fresh pasta dish with goat ragù, dusted with baked ricotta."
So, mission accomplished! The Hyblaean Mountains marry the Nebrodi Mountains through a unique dish that unites two fascinating worlds of our splendid Island.
Riccardo Zingone 01/10/2025 0
I Monti Iblei incontrano i Monti Nebrodi in un interessante percorso gastronomico
Halaesa Nebrodi: Un Viaggio di Sapori tra Iblei e Nebrodi
Tra gli obiettivi fondamentali del CTT™ Coordinatore Turistico Territoriale di Halaesa Nebrodi vi è la generazione di rapporti collaborativi tra e con gli Operatori, perche le persone sono e fanno la Destinazione. Il suo "genius loci" è caratterizzato dalle diversità offerte dai singoli comuni, che beneficiano di un effetto catalizzatore e moltiplicatore quando vengono messi in sinergia. Nel percorso avviato da alcuni anni, ho incontrato e incrociato tantissime persone: operatori, amministratori, viaggiatori. Creare o rafforzare sinergie e relazioni diventa dunque un momento fondamentale nella crescita sociale ed economica del Territorio. La storia che voglio raccontarvi oggi ha delle sfumature molto interessanti che, a mio parere, meritano un approfondimento coinvolgendo, in prima persona, tre dei nostri Operatori.
Il Gusto dell'Eccellenza: L'Incontro con Èstro Restaurant
Giuseppe Luparelli (chef) e Lorenzo Sorrentino (pastry chef) sono i titolari di Èstro Restaurant di Palazzolo Acreide (SR). La loro cucina, pur saldamente legata alla pregevole gastronomia dei Monti Iblei, è piacevolmente aperta a influenze regionali, nazionali e internazionali. La stagionalità è un elemento fondante della loro filosofia, mentre l'innovazione e la reinterpretazione dei piatti in chiave contemporanea rappresentano il valore aggiunto che il team offre ai propri clienti.
In questo continuo percorso di arricchimento e costante miglioramento, Giuseppe e Lorenzo sono alla ricerca di nuovi spunti per impreziosire i propri piatti e, perché no, inventarne di nuovi. Spinti da questa passione, decidono di contattare Halaesa Nebrodi alla ricerca di sapori e tradizioni gastronomiche del nostro territorio.
La richiesta è semplice: visitare da lì a pochi giorni alcune aziende del territorio alla ricerca di prodotti locali d'eccellenza e, se possibile, unici.
Organizzazione del Mini-Tour
Abbiamo ragionato insieme su come organizzare e ottimizzare il mini-tour, vista la lunga distanza tra Halaesa Nebrodi e gli Iblei e il relativamente poco tempo a disposizione. Abbiamo stilato un programma di tre tappe: la visita a due aziende e un pranzo a Mistretta.
Tappa 1: La Provola D.O.P. dell'Azienda Antonio Fioriglio
La prima azienda visitata da Giuseppe e Lorenzo si trova nel territorio di Mistretta, lasciando la SS 117 pochi chilometri dopo aver superato Serra Merio (1093 mt). Si tratta dell'Azienda agricola zootecnica Antonio Fioriglio, nota ovunque per la celebre Provola dei Nebrodi D.O.P. Qui, immersa nei 100 ettari di verdi e incontaminati pascoli del Parco dei Nebrodi (zona B), sorge l'azienda, forte di una lunga storia familiare che nasce nel 1890, giunta adesso alla quinta generazione.
Ad accogliere Giuseppe e Lorenzo c'è Biagio, figlio di Antonio, che, insieme al fratello Paolo, si dedica con amore e dedizione all'azienda di famiglia. La prova d'assaggio è stata "tosta": oltre l'immancabile Provola dei Nebrodi D.O.P., Biagio ha proposto un ricco vassoio composto da altri formaggi vaccini stagionati e non, una tiepida ricotta fresca appena prodotta e, ciliegina sulla torta, la pregevole ricotta infornata, regina di diversi piatti isolani, tra cui la celeberrima Pasta alla Norma.
Tappa 2: Sapori Autentici al Turismo Rurale SESIMA
Essendo ormai quasi ora di pranzo, i nostri Giuseppe e Lorenzo hanno lasciato l'azienda Fioriglio tra il placido scampanio delle vacche e si sono diretti verso il Turismo rurale SESIMA.
L'antico casale si trova lungo la SS 117, all'ingresso di Mistretta provenendo dall'entroterra. Lo scenario è mozzafiato: lo sguardo si perde tra i pascoli della grande vallata fino ad arrivare alle cime dei Monti Nebrodi, resi verdi da antichi e lussureggianti boschi.
Qui, i due chef hanno incontrato Simona Di Gregorio, padrona di casa e responsabile della cucina. Nonostante il generoso spuntino precedente, c'è stato spazio per dei bucatini freschi con Suino nero dei Nebrodi e una sontuosa Fiorentina dei Nebrodi da condividere. Un ottimo modo per entrare in contatto con le eccellenti carni nostrane.
Tappa 3: Innovazione e Tradizione con il Salame di Capra Messinese
Il viaggio dei nostri amici chef è proseguito alla volta di Santo Stefano di Camastra, incuriositi dalle notizie riguardanti il recente lancio di un nuovo prodotto: il salame di Capra messinese di cui ci siamo occupato recentemente in questo articolo.
L'Azienda di Antonino Mallaci Bocchio, ubicata nel territorio di Cerami, a ridosso di quello mistrettese, ha introdotto ufficialmente sul mercato un prodotto innovativo che, in realtà, ha solide radici nel passato e nella tradizione dei Nebrodi. Il punto vendita, La dispensa del Massaro, è situato proprio nella Città delle ceramiche, e qui Giuseppe e Lorenzo sono stati accolti da Antonino che ha presentato loro, oltre al salame di Capra e a quello di Suino nero dei Nebrodi, anche una serie di prodotti caseari derivati dal latte di capra.
La Missione è Compiuta
Questo il racconto di una giornata eccezionale dedicata alla promozione del territorio, ma ciò che più conta sono le sensazioni raccolte da Giuseppe e Lorenzo:
"Oggi abbiamo fatto un viaggio alla scoperta della Sicilia autentica, quella fatta di antichi sapori e tradizioni. La prima azienda, quella di Antonio, Biagio e Paolo, ci ha fatto scoprire prodotti di grande valore ma anche persone dal cuore grande. Lasciando la SS 117 e seguendo il navigatore ci eravamo persi, ma grazie alla disponibilità di Antonio siamo riusciti a raggiungere l'azienda (N.d.R.: a meno che non si disponga di un fuoristrada, per raggiungere l'azienda è consigliabile arrivare alle porte di Mistretta e dirigersi verso Contrada Fontana Murata). L'accoglienza è stata ottima come tutti i prodotti che abbiamo assaggiato, soprattutto la ricotta infornata che abbiamo trovato speciale e diversa da quella che utilizziamo dalle nostre parti. Il suo gusto delicato ci ha piacevolmente colpiti.
Allo stesso modo il pranzo da SESIMA è stato all'altezza delle aspettative e ci ha stimolato delle nuove idee gastronomiche, così come conoscere i prodotti di capra provenienti dall'azienda di Antonino a Santo Stefano di Camastra ci ha convinti a sperimentare e proporre qualcosa di nuovo ai nostri ospiti.
Il nostro menù, già ricco di prodotti d'eccellenza, sarà impreziosito da una Pasta fresca con ragù di capra e spolverata con ricotta infornata."
Dunque, missione compiuta! I Monti Iblei si sposano con i Monti Nebrodi attraverso un piatto unico che unisce due mondi affascinanti della nostra splendida Isola.
Riccardo Zingone 20/09/2025 0
Nino Mallaci, the Capramal Project, and his Messina goat salami
The Story of Nino's Goat Salami
To tell the story of the goat salami produced by Antonino Mallaci Bocchio—or Nino, as he's known to everyone—we need to take a big step back and listen to his history, which is rooted in an old family business dedicated to agriculture and animal husbandry.
"I come from a family of farmers and ranchers," Nino says. "I've always been fascinated by this world, which is rich in values and feelings, but also requires huge sacrifices."
As a boy, Nino split his time between school and the family business. After earning his surveyor's diploma, he decided to leave his studies to dedicate himself fully to the work, which at the time was primarily raising cows. "Our grazing lands were located between Mistretta, Cerami, and Agira, which required a lot of organizational and financial energy," he explains. In the late nineties, in his twenties, he and his father decided to build a barn on their land in the Calogno district, in Cerami but adjacent to Mistretta. Since then, all of his work has been focused there.
Like many livestock farms, Nino's also had goats and pigs. "I remember as a child," Nino continues emotionally, "I would often watch the preparation of various cured meats, including goat salami, which was made by mixing goat meat, naturally lean, with the leftover scraps from processing pork. I never forgot those flavors, those smells, and those healthy traditions. For a long time, I set a goal for myself to keep them alive through my business and my retail shop."
La Dispensa del Massaro and a Found Dream
Fast forward to today, Nino opened a store in Santo Stefano di Camastra, where he started La Dispensa del Massaro. The goal was to promote and sell cured meats from the Nebrodi Black Pig, a product of local excellence, along with select beef. However, the thought of the goats continued to "graze" in his mind, along with the project of bringing their related culinary traditions to everyone's tables.
At one point, Nino had the opportunity to buy a number of certified Messina goats, an indigenous breed with roots between the Nebrodi and Peloritani mountains, prized for the quality of its milk and the goodness of its meat.
"With the purchase of this flock," Nino says, "I felt I was close to realizing my dream, but I was also aware that I had to acquire more knowledge to be able to produce a quality cured meat that honored both tradition and modern standards."
He decided to attend a specific course in Alba, Piedmont, an area with a long and established tradition in raising goats and producing cured meats. After various experiments, he succeeded in producing his own goat salami, finding the right balance of compactness, resistance to slicing, preservation, flavor, and aroma.
A Product that is a Synthesis of Tradition and Innovation
Nino's long and complex journey, supported by his family, culminated on September 18th with the official presentation of the Capramal project in Santo Stefano di Camastra. The event was attended by administrators, technicians, friends, and curious onlookers, all drawn by this tasty new product.
The gastronomic experience of tasting the goat salami was enriched by specialties produced by other local businesses: the Spina Santa company from Nicosia, which specializes in producing goat cheese, and the Casaleni company, which has long offered excellent gastronomic products. Thanks to these synergies, it was discovered how the Messina goat salami is particularly enhanced when paired, for example, with sweet provola cheese and fig jam.
A perfect synthesis of the values expressed by the Messina goat salami is captured in the words of Dr. Serena Nigrelli, the agronomist who followed Nino during the bureaucratic process: "Nino's salami is one that should be savored with your eyes closed, because that's how we can grasp unique sensations that take us back in time."
All that's left is to wish Nino and his dream-come-true sincere good luck. The territory needs this energy, vision, and enthusiasm so that our beautiful traditions can transform from memories into concrete realities.
Contact info@halaesanebrodi fro more information.
Riccardo Zingone 20/09/2025 0
Nino Mallaci, il Progetto Capramal ed il suo salame di capra messinese
La storia del salame di capra di Nino
Per raccontare il salame di capra prodotto da Antonino Mallaci Bocchio — per tutti Nino — è necessario fare un lungo passo indietro e ascoltare la sua storia, che affonda le radici in un'antica azienda di famiglia dedita all'agricoltura e alla zootecnia.
"Vengo da una famiglia di agricoltori e allevatori", racconta Nino. "Sono sempre stato affascinato da questo mondo ricco di valori e sentimenti, ma anche di enormi sacrifici".
Da ragazzo, Nino divideva il suo tempo tra la scuola e l'azienda di famiglia. Una volta ottenuto il diploma di geometra, decise di abbandonare gli studi per dedicarsi completamente all'attività, che all'epoca era principalmente l'allevamento di vacche. "I nostri terreni per il pascolo si trovavano tra Mistretta, Cerami e Agira, il che comportava un notevole dispendio di energie organizzative ed economiche", spiega. Alla fine degli anni Novanta, ventenne, decise con il padre di costruire un capannone nel terreno di contrada Calogno, a Cerami, ma adiacente a Mistretta. Da allora, tutta la sua attività si è concentrata lì.
Come in molte aziende zootecniche, anche in quella di Nino c'erano capre e maiali. "Ricordo che da bambino", prosegue Nino con emozione, "assistevo spesso alla preparazione di vari salumi, tra cui quello di capra, che si otteneva miscelando la carne di capra, magra per natura, con i resti della lavorazione delle carni di maiale. Non ho mai dimenticato quei sapori, quegli odori e quelle sane tradizioni. Da tempo mi sono prefissato l'obiettivo di mantenerle vive attraverso la mia azienda e la mia attività commerciale".
La Dispensa del Massaro e un sogno ritrovato
Arrivando ai giorni nostri, Nino ha aperto un punto vendita a Santo Stefano di Camastra, dove ha avviato La dispensa del Massaro. L'intento era promuovere e vendere la norcineria del Suino Nero dei Nebrodi, un prodotto d'eccellenza del territorio, insieme a carne bovina selezionata. Tuttavia, il pensiero delle capre continuava a "pascolare" nella sua mente, insieme al progetto di portare le tradizioni culinarie a loro legate sulle tavole di tutti.
A un certo punto, si presentò a Nino la possibilità di acquistare un certo numero di Capre Messinesi certificate, una razza autoctona con radici tra i Nebrodi e i Peloritani, apprezzata per la qualità del latte e la bontà delle sue carni.
"Con l'acquisto di questo gregge", racconta Nino, "sentivo di essere vicino alla realizzazione del mio sogno, ma ero anche consapevole di dover acquisire ulteriori conoscenze per riuscire a produrre un salume di qualità, rispettoso della tradizione e dei canoni moderni".
Decise quindi di frequentare un corso specifico ad Alba, in Piemonte, una zona con una lunga e consolidata tradizione nell'allevamento di capre e nella produzione di salumi. Dopo varie sperimentazioni, è riuscito a produrre il suo salame di capra, trovando il giusto equilibrio tra compattezza, resistenza al taglio, conservazione, sapore e profumo.
Un prodotto che è sintesi di tradizione e innovazione
Il lungo e complesso percorso di Nino, supportato dalla sua famiglia, ha trovato un epilogo il 18 settembre, in occasione della presentazione ufficiale del progetto Capramal a Santo Stefano di Camastra. L'evento ha visto la partecipazione di amministratori, tecnici, amici e curiosi, tutti attratti da questa gustosa novità.
L'esperienza gastronomica di degustazione del salame di capra è stata arricchita dalle specialità prodotte da altre aziende locali: l'azienda Spina Santa di Nicosia, specializzata nella produzione di formaggio caprino, e l'azienda Casaleni, che da tempo propone un'offerta gastronomica d'eccellenza. Grazie a queste sinergie, si è scoperto come il salame di capra messinese trovi una particolare esaltazione in abbinamento, ad esempio, alla provola dolce e alla marmellata di fichi.
Una perfetta sintesi dei valori espressi dal salame di capra messinese è racchiusa nelle parole della dottoressa Serena Nigrelli, l'agronoma che ha seguito Nino durante l'iter burocratico: "Quello di Nino è un salame che va assaporato a occhi chiusi, perché così possiamo cogliere sensazioni uniche che ci riportano indietro nel tempo".
Non resta che augurare un sincero in bocca al lupo a Nino e al suo sogno diventato realtà. Il territorio ha bisogno di queste energie, visioni ed entusiasmo affinché le nostre belle tradizioni si trasformino da memorie in fatti concreti.
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