Pettineo: il borgo delle case-museo e del Limone in Seccagno

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Alle falde del Monte San Cuono, tra i fiumi Tusa e Santo Stefano, Pettineo domina il paesaggio dei Nebrodi occidentali. È un borgo raccolto, fatto di vicoli, cortili e architetture storiche, nel quale l’identità agricola incontra una particolare esperienza di arte contemporanea diffusa.

Qui le opere non abitano soltanto gli spazi pubblici: entrano nelle case, vengono custodite dalle famiglie e diventano parte della vita quotidiana della comunità.

Dal castello al borgo medievale

La storia documentata di Pettineo si sviluppa a partire dal Medioevo. Nel XIII secolo il casale di Pectineum fu concesso da re Manfredi a Manfredi Maletta; successivamente il territorio attraversò diversi passaggi feudali, fino al controllo dei conti Prades e dei Ventimiglia.

Nei primi decenni del Trecento il castello venne fortificato e divenne il fulcro dell’abitato. Attorno alla struttura difensiva si sviluppò un tessuto urbano composto da vicoli, cortili e porte d’accesso. Del castello rimangono oggi alcuni resti, ancora riconoscibili nella parte alta del paese e dichiarati di interesse storico, artistico e architettonico.

Piazza Duomo e il patrimonio religioso

Piazza Duomo rappresenta uno dei punti centrali della visita. Qui sorge la Chiesa di Maria Santissima delle Grazie, edificata nel XVI secolo e consacrata nel 1579.

Davanti alla Matrice si trova la statua allegorica della Fortezza, conosciuta dagli abitanti come “a Custanza ’a chiazza”. Fu realizzata nel 1639 dallo scultore e ingegnere pettinese Geronimo d’Ajeni per celebrare il diritto acquisito dalla comunità di amministrare la giustizia civile e penale. La figura femminile che abbraccia una colonna è divenuta uno dei simboli del paese.

Sant’Oliva e “A Vutata di l’Altari”

La chiesa dedicata a Sant’Oliva, patrona di Pettineo, venne edificata nel XVI secolo e successivamente rimaneggiata. Conserva, tra le altre opere, affreschi di Giuseppe Brusca del 1822, il fercolo della Santa del 1786 e una statua cinquecentesca della Madonna della Neve.

Durante la festa patronale del 5 maggio si rinnova “A Vutata di l’Altari”, un particolare apparato scenografico nel quale due angeli accompagnano il simulacro della Santa verso la sommità dell’altare. È uno dei momenti più rappresentativi della devozione e dell’identità comunitaria di Pettineo.

Il Convento dei Cappuccini

Fondato nel 1579, il Convento dei Cappuccini conserva la sobrietà propria dell’architettura francescana. Nella chiesa si trova la pala d’altare Madonna degli Angeli, dipinta da Guglielmo Borremans nel 1722; nella cripta sono custoditi i corpi mummificati di alcuni frati e di esponenti della nobiltà locale.

Il complesso comprende anche un antico semenzaio articolato in otto vasche, elemento raro legato alla vita agricola e comunitaria del convento.

Migaido e l’antica Via del Grano

Fuori dal centro abitato, il territorio conserva il complesso fortificato di Migaido, con la torre trecentesca, il mastio e una cappella decorata con affreschi raffiguranti il Cristo Pantocratore.

Nella stessa area si trova il Ponte Migaido, realizzato nel 1750 dall’architetto Giovan Battista Vaccarini. Il ponte costituiva un importante attraversamento del fiume Tusa lungo il collegamento storico tra il Tirreno e l’interno della Sicilia, riconducibile all’antica Via del Grano. Nelle vicinanze rimangono anche le testimonianze di un mulino che sfruttava le acque del fiume.

Un chilometro di tela e il Museo Domestico

Il rapporto di Pettineo con Fiumara d’Arte assume una forma diversa da quella delle grandi sculture monumentali presenti negli altri Comuni del territorio.

Nel 1991 Antonio Presti invitò numerosi artisti a dipingere una tela lunga un chilometro, stesa lungo le strade del paese. Al termine della giornata la tela venne suddivisa e le opere furono donate alle famiglie che avevano accolto gli artisti.

Nacque così il Museo Domestico: un museo diffuso custodito nelle abitazioni private, riconoscibili attraverso targhe in ceramica che riportano il nome della famiglia e quello dell’autore dell’opera. L’esperienza, ripetuta nel 1992, 1993 e 1995, trasformò gli abitanti da semplici spettatori in custodi dell’arte.

A Pettineo, dunque, Fiumara d’Arte non è soltanto un percorso da osservare: è un incontro tra visitatori, opere e comunità.

L’arte contemporanea continua nel borgo

Il dialogo con l’arte contemporanea prosegue anche attraverso Flusso dinamico, il murale realizzato nel 2025 dall’artista palermitano Andrea Buglisi in via Credenza.

L’opera racconta lo sport come linguaggio universale, strumento di inclusione e occasione di incontro tra persone e culture. Il progetto ha coinvolto giovani, cittadini e studenti, confermando la capacità di Pettineo di utilizzare l’arte come esperienza collettiva.

Il Limone in Seccagno

Il prodotto maggiormente legato all’identità agricola di Pettineo è il Limone in Seccagno, coltivato con un apporto d’acqua ridotto rispetto alle pratiche agrumicole ordinarie.

La produzione interessa i territori di Pettineo e Tusa ed è riconosciuta tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Sicilia. Il frutto si distingue per fragranza e capacità di conservazione.

A questo prodotto è dedicata la Sagra del Limone Seccagno, conosciuta nelle edizioni più recenti anche come Seccagno Days. L’appuntamento anima il centro storico con degustazioni, preparazioni gastronomiche, spettacoli e momenti dedicati alle produzioni del territorio.

Perché visitare Pettineo

  • Per percorrere i vicoli del borgo dominato dai resti del castello.
  • Per conoscere il Museo Domestico nato da Un chilometro di tela.
  • Per scoprire il patrimonio religioso e “A Vutata di l’Altari”.
  • Per visitare il complesso storico di Migaido.
  • Per osservare il murale Flusso dinamico.
  • Per conoscere e degustare il Limone in Seccagno.
  • Per incontrare una comunità che ha trasformato l’ospitalità in una forma di partecipazione culturale.

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